sabato: climbing time! oggi nel corso della terza uscita di AR1 di Carpi.
ritrovo a casa di Simo (ormai la mia seconda casa) alle 5.00 insieme a Paolo e Laura. direzione Falzarego.
il viaggio, come sempre, scorre all'insegna delle boiate mentre il paesaggio sfila sempre più affascinante fuori dal finestrino. Saliamo dal Cadore: sempre stupendo!
siamo al parcheggio del Falzarego alle 9.00
un'occhiata veloce a Tofane, Averau, Cinque Torri, Marmolada e Sass de Stria prima di imbragarci e organizzare le cordate.
io sono con paolone e Paolo. l'obbiettivo e salire per la via chiamata Cengia Martini ma, dal momento che la cordata guidata da Claudio attacca prima, noi ci spostiamo sulla via a fianco che presenta lo stesso grado media ma roccia un pò peggiore.
i primi 3 tiri sono fantastici per qualità della roccia e per difficoltà contenute (il grado costante è il IV) mentre le ultime due lunghezze sono su roccia pessima e spesso rotti da cenge e tratti appoggiati.
lungo tutta la salita procediamo paralleli alla cordata in cui c'è anche Simo e, in sosta, l'obbiettivo mio e di Paolo e di rompergli le palle il più possibile: obbiettivo ampiamente raggiunto.
siamo abbastanza veloci e in due ore e mezza siamo sulla Cengia Martini. purtroppo la via non arriva in cima al Lagazuoi e non ci resta che scendere per il sentiero militare dove incontriamo vecchie postazioni di guerra e gallerie.
in breve, per sentiero divertente, siamo alla base e visto che abbiamo tutto il pomeriggio decidiamo di fare qualche tiro sportivo e in lontananza vediamo le altre cordate impegnate sullo spigolo della Torre piccola di Falzarego dove corre una via di Comici molto invitante.
Arrampichiamo finchè non si alzano le nuvole e alle 18.30 facciamo su rinvii e ferraglia varia.
grandissima giornata per ambiente e compagnia.
yeah!
foto: https://plus.google.com/u/0/photos/112781039677877177646/albums/5929343258892239873
relazione : http://www.rampegoni.it/node/65
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lunedì 30 settembre 2013
giovedì 26 settembre 2013
via del Diedro Nero - Lastoni di Formin 2657m (BL)
complice una serie fortunata di coincidenze, ho l'occasione di andare a scalare in dolomiti in infrasettimanale.
Simone ha ferie, e così il suo amico Checco.
decidiamo, quindi, per una cordata a 3 e in settimana in base al meteo e al tipo di via escludiamo Moiazza, torri del Sella e Roda di Vael.
la nostra meta sono i Lastoni di Formin: formazione stupenda e relativamente poco frequentata del Cadore. saliremo la parete sud di Punta Lastoi lungo una via di 300m aperta nel 1985.
io parto da casa alle 4.30 (!) e alle 09.30, dopo tre colazioni, siamo al passo Giau. da qui la vista spazia a 360° verso le Tofane, il Civetta, Cristallo, Pomagagnon, Marmolada, Pelmo & Pelmetto, Croda rossa, Nuvolau e tante altre cime "minori" che non conosco.
un'ora di avvicinamento per arrivare alla forcella e qui incontriamo una cordata impegnata su L1 di Re Artù (max. 6b). proseguiamo fino all'attacco della ns via e lassù in alto si vede il colatoio nero che da il nome alla via e verso il quale la via punta in maniera decisa. la salita è stupenda e logia: camini, diedri e muri verticali ben appigliati di roccia nera e gialla.
ci dividiamo i tiri lasciando il chiave (VI o A0) a Simone. la salita è entusiasmante (cit.): movimenti bellissimi e, fino al 3° tiro, il panorama ci accompagna con buona esposizione prima che le nuvole che abbracciano Pelmo e Civetta arrivino fino a noi.
i tiri sono tutti molto lunghi (dai 45 ai 55m) ed è fondamentale gestire bene gli attriti della corda ed avere un buon senso della via. Infatti, in via non sono presenti chiodi tranne in S5 (3 chiodi e cordino) e S2 (1 chiodo) e nel tratto duro di L5 (2CF).
da veri duri e puri, tutti e tre azzeriamo i 6-7m di VI :) e faccio a credere a Simo che io e Checco siamo passati in libera con tranquillità. cosa assolutamente falsa.
L6 è di Checco ed è il tiro più bello della via: 45m di IV+ e V e sosta su clessidre. in 4h e mezza siamo in cima. da qui 2 doppie da 50m ci dovrebbero portare brevemente all'attacco, ma.... le corde si incastrano lungo la prima calata: 45minuti di manovre lungamente studiate e Mr. Mestriner, incitato come in Full Metal Jacket, riesce a disincastrare la blu.
in breve siamo agli zaini. camminata di 1h e un pò per scoprire che il rifugio del Giau è gia chiuso (sono le 18.20). vogliamo una birra ed un panino e scendiamo lungo la val zoldana: tutto è deserto.
nel frattempo Checco comincia a parlare di pastin, Schiz e ombre e a me viene una fame incredibile (non mangio dalle 8.30 e sono sveglio dalle 4).
andiamo a Zoldo a mangiare in un posto chiamato Insonnia (consigliato). mangio tanto da star male e assaggio il pastin e il formaggio cotto (schiz): buonissimi.
il viaggio di ritorno sarà duro, al pari della digestione.
ma oggi ho piantato il mio primo chiodo in via e tutto il resto è secondario.
YEAH!
foto: https://plus.google.com/u/0/photos/112781039677877177646/albums/5927871743912889969
relazione: http://www.rampegoni.it/file/vie/crodadalago/Punta%20Lastoi_diedro%20nero.pdf
Simone ha ferie, e così il suo amico Checco.
decidiamo, quindi, per una cordata a 3 e in settimana in base al meteo e al tipo di via escludiamo Moiazza, torri del Sella e Roda di Vael.
la nostra meta sono i Lastoni di Formin: formazione stupenda e relativamente poco frequentata del Cadore. saliremo la parete sud di Punta Lastoi lungo una via di 300m aperta nel 1985.
io parto da casa alle 4.30 (!) e alle 09.30, dopo tre colazioni, siamo al passo Giau. da qui la vista spazia a 360° verso le Tofane, il Civetta, Cristallo, Pomagagnon, Marmolada, Pelmo & Pelmetto, Croda rossa, Nuvolau e tante altre cime "minori" che non conosco.
| Marmolada |
| cristallo |
| bho |
| gusela del Nuvolau e Tofana di Rozes |
| Pelmo e Pelmetto |
| bella mattinata |
un'ora di avvicinamento per arrivare alla forcella e qui incontriamo una cordata impegnata su L1 di Re Artù (max. 6b). proseguiamo fino all'attacco della ns via e lassù in alto si vede il colatoio nero che da il nome alla via e verso il quale la via punta in maniera decisa. la salita è stupenda e logia: camini, diedri e muri verticali ben appigliati di roccia nera e gialla.
| diedro di L1 |
| S2, mio primo chiodo a dx :) |
| Checco su L3 |
| parete N della Civetta e nevaio |
i tiri sono tutti molto lunghi (dai 45 ai 55m) ed è fondamentale gestire bene gli attriti della corda ed avere un buon senso della via. Infatti, in via non sono presenti chiodi tranne in S5 (3 chiodi e cordino) e S2 (1 chiodo) e nel tratto duro di L5 (2CF).
| VI |
| s5 |
| simo |
da veri duri e puri, tutti e tre azzeriamo i 6-7m di VI :) e faccio a credere a Simo che io e Checco siamo passati in libera con tranquillità. cosa assolutamente falsa.
L6 è di Checco ed è il tiro più bello della via: 45m di IV+ e V e sosta su clessidre. in 4h e mezza siamo in cima. da qui 2 doppie da 50m ci dovrebbero portare brevemente all'attacco, ma.... le corde si incastrano lungo la prima calata: 45minuti di manovre lungamente studiate e Mr. Mestriner, incitato come in Full Metal Jacket, riesce a disincastrare la blu.
| diedro nero |
| canale N per doppie |
in breve siamo agli zaini. camminata di 1h e un pò per scoprire che il rifugio del Giau è gia chiuso (sono le 18.20). vogliamo una birra ed un panino e scendiamo lungo la val zoldana: tutto è deserto.
| 5 torri |
andiamo a Zoldo a mangiare in un posto chiamato Insonnia (consigliato). mangio tanto da star male e assaggio il pastin e il formaggio cotto (schiz): buonissimi.
il viaggio di ritorno sarà duro, al pari della digestione.
ma oggi ho piantato il mio primo chiodo in via e tutto il resto è secondario.
YEAH!
foto: https://plus.google.com/u/0/photos/112781039677877177646/albums/5927871743912889969
relazione: http://www.rampegoni.it/file/vie/crodadalago/Punta%20Lastoi_diedro%20nero.pdf
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